Gestione Separata INPS anno 2021

Dal tipo di attività che svolgi dipende l’obbligo di iscriversi alla gestione separata INPS e l’obbligo (o la facoltà) di stipulare assicurazioni professionali

Professionisti senza cassa

I liberi professionisti senza cassa sono tutti i lavoratori indipendenti che svolgono un’attività professionale non regolamentata da un Albo.

Regola generale: sono obbligati al versamento di un contributo previdenziale sulla base del reddito generato dal loro lavoro autonomo e devono iscriversi alla gestione previdenziale amministrata dall’INPS, la Gestione Separata.

Cos’è la gestione separata? come iscriversi?

La Gestione Separata INPS è un fondo pensionistico a cui devono registrarsi lavoratori autonomi e liberi professionisti senza cassa. Se non rientri in quelle categorie di professionisti che hanno una Cassa Previdenziale dedicata (avvocati, notai, medici, ecc) allora hai l’obbligo di iscriverti alla gestione separata INPS.

Le prestazioni pensionistiche che otterrai versando i contributi alla gestione separata INPS sono le stesse riconosciute dai fondi pensione obbligatori:

  • Assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità;
  • Pensione anticipata;
  • Pensione di vecchiaia
  • Pensione di reversibilità e pensione indiretta.

Per iscriverti alla Gestione Separata INPS, ti basterà compilare l’apposito modello e presentare la domanda, online o di persona agli sportelli. Le informazioni che dovrai fornire, oltre ai tuoi dati anagrafici, sono:

  • data di inizio della tua attività;
  • tipologia dell’attività che vuoi svolgere: se ti registri come libero professionista dovrai fornire ulteriori informazioni sull’attività, partita IVA, codice ATECO ecc.

Come e quanto pagare i contributi?

Pagare i contributi alla gestione separata: devi servirti del modello F24. Prima di tutto però, devi calcolare quanto pagare in base al tuo reddito. Per farlo è necessario conoscere l’aliquota contributiva legata alla tua attività. Si tratta di una percentuale utile per calcolare l’importo da versare ogni anno e il suo importo varia a seconda che tu sia o meno iscritto ad un altro fondo obbligatorio.

Per il 2021, l’aliquota contributiva per il calcolo dei contributi da versare alla gestione separata è pari a:

  • 34,23% per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;
  • 33,72% per collaboratori e figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL;
  • 25,98% per professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
  • 24% per professionisti o collaboratori titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria.

Ponendo che tu sia un libero professionista senza altri fondi pensionistici, per un guadagno annuo di 30.000 euro, al netto delle spese, i contributi da versare nella gestione separata ammonteranno a euro 7.794 (30.000 x 25,98%).

La contribuzione è interamente a tuo carico, ma puoi recuperare il 4% nelle fatture che emetterai. Se, ad esempio, hai concordato un compenso di 1.000 euro, in fattura potrai aggiungere 40 euro come “Contributo INPS”.

Limiti per il calcolo dei contributi: massimale di reddito e minimale contributivo

Anche nella gestione separata sono previsti dei minimali e massimali contributivi. Il sistema del minimale, tuttavia, è diverso rispetto a quello previsto per gli altri fondi previdenziali. Infatti la legge 335/1995 prevede che il lavoratore iscritto alla gestione separata ha diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il versamento solo se l’importo corrisposto non è inferiore a quello calcolato sul minimale di reddito previsto per gli artigiani e commercianti (cioè 15.953 euro per il 2021)

Massimale di reddito. Per il 2021 ammonta a € 103.055,00. Le aliquote per il 2021 si applicano quindi facendo riferimento ai redditi conseguiti dagli iscritti alla Gestione separata fino al raggiungimento di tale somma.

Minimale contributivo. È l’importo minimo di contributi da versare alla gestione separata INPS ogni anno. Se pagherai contributi per un importo inferiore al minimale previsto, non ti sarà accreditato l’intero anno contributivo. Subirai, invece, una diminuzione dei mesi accreditati in proporzione ai contributi versati.

Il reddito minimo, per il 2021, è pari a € 15.953,00. Quindi, il minimale contributivo ammonta a:

  • € 3.828,72 euro per chi applica l’aliquota al 24%;
  • € 4.144,59 per liberi professionisti con aliquota del 25,98%;
  • € 5.379,35 per collaboratori e figure assimilate con aliquota al 33,72%;
  • € 5.460,71 per collaboratori e figure assimilate con aliquota al 34,23%.

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